Ospite questa settimana della rubrica “3 minuti con…” il dirigente Salvatore Aste.

Ciao Tore e benvenuto nella nostra rubrica.

La settimana appena passata ha regalato l’ennesima salvezza per la Jasna maschile e un paio di settimane fa anche quella per la Jasna femminile. Quali sono state le note positive e quelle negative di questa lunga e intensa stagione sportiva?

Hola Luca, grazie per l’invito e questa opportunità. Vorrei cominciare l’analisi di questa domanda da un sabato pomeriggio di maggio in cui in un palazzetto gremito ho avuto la fortuna di vedere negli occhi di tutti gli Amici presenti che sono dirigenti, tecnici, atleti e tifosi, quel senso di “appartenenza” a questa grande famiglia  di cui vado molto orgoglioso e fiero. Credo sia stata questa appartenenza che ha fatto scaturire  la determinazione e la voglia di unità d’intenti per farci chiudere la stagione alla grandissima con una salvezza da ricordare. Una stagione è fatta di lavoro sul campo, motivazioni, aspettative, ambizioni, convincimenti che settimana dopo settimana mese dopo mese, fungono da propulsori dell’impegno sportivo per tutta la stagione.  Accade che in alcune stagioni queste componenti non trovano il mix giusto e ti ritrovi dove ad inizio anno non pensavi di essere  e questo è stato il nostro caso in questa stagione. Il destino non ti riserva sempre ciò che vuoi ma ciò di cui necessiti e noi ad inizio anno siamo ripartiti con la C1 maschile da uno staff che aveva pienamente convinto lo scorso anno e da un gruppo di ragazzi che ha avuto delle perdite ma è stato rinforzato e rinnovato… così facendo confidavamo in un buon campionato e invece alla fine della stagione delle due componenti il destino ci ha regalato un bellissimo gruppo di Atleti su cui puntare e ripartire che hanno dimostrato che le sofferenze di una stagione possono essere canalizzate verso la prestazione perfetta al momento opportuno e portarti ad una salvezza che ad un certo punto sembrava insperata. Di contro nella A2 femminile siamo partiti dal un gruppo storico coadiuvato da qualche innesto e da uno staff completamente rinnovato confidando in un piazzamento per i play off, in questo caso delle due componenti il destino a fine stagione ci ha fatto scoprire uno staff affiatato e forte, su cui puntare per il futuro, che è riuscito a traghettare una stagione con tanti alti e bassi verso una salvezza più o meno tranquilla. Insomma Luca sappiamo benissimo  che obbiettivi, intenti e desideri d’inizio anno devono sempre confrontarsi con ciò che il campo ti regala e sottrae e quest’anno ciò che avevamo ipotizzato non è filato per il verso giusto, però oggi sono contentissimo  per le due salvezze ottenute all’ultimo respiro, con sofferenza e tanta grinta perché saranno la base per costruire una nuova bellissima stagione Jasna.   

 
Quest’anno sei stato estremamente impegnato nel ruolo di referente con enti e comune per permettere alle squadre di allenarsi e disputare regolarmente i campionati, quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato e quali secondo il tuo parere possono essere i miglioramenti da fare?

Le difficoltà nascono dal principio e cioè dalla data di pubblicazione del bando per la concessione di spazi presso gli impianti sportivi che è avvenuta a fine luglio 2017 non dando possibilità alle società, noi compresi, di avere nessuna certezza su quella che sarebbe stata la programmazione della stagione. Questa data tardiva ha fatto si che le assegnazioni degli spazi siano avvenute a fine settembre con delibera per il primo ottobre a campionati già iniziati. I funzionari comunali hanno cercato di venire incontro alle varie esigenze aprendo gli impianti con deroghe e richieste provvisorie ma la programmazione di una stagione su cui tutti investono non può essere fatta in questa maniera. Le difficoltà sono continuate perché le società Cagliaritane di Calcio a 5 che hanno diritto agli spazi nei due impianti destinati, Palestra A Coni e impianto sportivo polivalente di Via Monte Acuto, sono tante  e nel bando ci sono state a mio avviso delle scelte che hanno penalizzato ancor di più il sistema di assegnazione. I criteri di assegnazione dei punteggi  della graduatoria per la priorità di scelta abbastanza nebulosi e interpretabili non hanno dato una graduatoria oggettivamente giusta. Sapendo il numero di società coinvolte, il numero degli spazi scelti inizialmente era da limitare a due/tre a seconda del campionato regionale o nazionale  e non a tre/quattro non permettendo ad alcuni aventi diritto di avere gli spazi che gli sarebbero spettati. Avere una scelta a rotazione,  uno spazio per volta avrebbe dato a tutti la possibilità di avere degli slot graditi e alcuni meno mettendo tutti nelle stesse condizioni. Nel nostro caso c’è stato anche il problema delle partite; la A2 femminile è dovuta emigrare a Sestu visto che secondo quanto voluto dal Comune la Palestra A era chiusa a weekend alterni e una federazione Nazionale non è in grado di gestire queste esigenze e pretende un campo unico e sicuro dove giocare. La C1 per non ingolfare il calendario del sabato dell’ impianto di Via Monte Acuto, in cui è stata data una deroga anche per un campionato nazionale, ha dovuto di volta in volta chiedere la deroga al Comune di giocare il venerdì notte cosa che da bando non è concessa. Se vuoi continuo, es. gestione delle pulizie degli impianti, poca elasticità del personale comunale  presente negli impianti etc..  Spero che le lunghe e continue mail e telefonate con il Comune portino ad un cambio di rotta e a una nuova stagione di assegnazione degli impianti per una Cagliari pienamente città dello sport.

 

Corridore, ex Pallavolista, innamorato del Cagliari Calcio, ex pivot della Jasna nei primi anni di serie D, quali sono per te i valori che dovrebbe avere un giocatore o una giocatrice che si avvicina alla nostra famiglia?

Luca vorrei partire da ciò che mi insegnano gli Atleti dell’A.S.D. Millesport ogni giorno in cui mi alleno con loro. Sono ragazzi con disabilità intellettive che praticano ogni giorno uno sport differente avendo sempre in mente quello che è il giuramento dell’atleta Special Olympics e cioè: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze”. Qui credo si racchiuda l’essenza del giocatore, che io vorrei vedere sempre con la maglia della Jasna, un esempio concreto del coraggio di mettersi in gioco, di raggiungere il proprio limite dovunque esso sia posto, perché esprimersi al massimo delle propri possibilità  nel rapporto e nel confronto con compagni, mister, staff e avversari; esprimersi al massimo delle propri possibilità nello spirito di squadra, nel senso d’appartenenza alla nostra maglia, nel rispetto del sudore condiviso è ciò che fa di un individuo un Atleta completo. 

 


A chi ti chiede cosa è la Jasna per te qual è la prima risposta che daresti.

Una parte importante della mia vita che occupa testa e cuore per molti momenti della mia giornata, una passione condivisa con sei Amici di una vita che rendono la Jasna come una seconda famiglia dove ciascuno come un fratello si mette a disposizione dell’altro, un’emozione fatta di sacrificio,  generosità cervello e valori… ma soprattutto tanto CUORE!!

 
Grazie Tore e Forza Jasna!