Mauro Pomata è il capitano della Jasna da 5 stagioni, è succeduto a Maurizio Serra che ha lasciato la Sardegna. Imponente, la sua presenza non passa inosservata, capitano silenzioso ma i suoi interventi non sono mai banali.

Ciao Mauro e benvenuto nella rubrica “3 min con…”. Questa settimana un po’ più lunga. Partiamo da qualche stagione fa. Sei uno dei reduci dell’esordio in serie D della Jasna, che ricordi hai di quella squadra e di quelle prime stagioni?
Beh, ormai sono passati parecchi anni e tanti di noi sono oggi ancora present. I ricordi sono bellissimi, una squadra nata da un gruppo di amici che si era stancata di fare le partitine all’ossigeno e voleva fare qualcosa di più impegnativo e serio, ma non troppo.
Il livello del calcio a 5 in quegli anni era molto più basso e noi eravamo appena all’inizio, ma le risate e il divertimento non sono mai mancate, anzi forse sono stati gli anni più divertenti dove veramente si giocava senza grosse pretese e si rideva, si rideva veramente tanto.

I campionati passano e lungo la strada, nuovi volti si affacciano nel nostro spogliatoio. Ti ricordi qualche giocatore che ha lasciato il segno in capo e fuori?
Diciamo che giocatori in questi anni ne sono passati veramente tanti e per la verità la maggior parte non ha lasciato alcun segno. Ma alcuni si che si sono distinti per personalità e mentalità Jasna e per primo non posso non ricordare l’amico e grande capitano Maurizio Serra. Lui si che è un vero fondatore della Jasna, in campo e fuori, centrale dalla tecnica eccelsa, con una grande propensione al goal, uno che ti faceva fare il salto di qualità sia in campo che fuori, uno dei principali artefici della nascita e della crescita della Jasna, un compagno indimenticabile di tante partite, di tante risate e tanti e tanti post partita. Un’altro dei principali è sicuramente l’amico Paolone Bernardini, un uomo chiave per la crescita della Jasna in campo, nello spogliatoio e anche lui compagno di tanti post partita. Paolone grande personalità, risate assicurate con lui, uno con la vera mentalità Jasna e la sua assenza si fa sentire ancora oggi. Un altro indimenticabile, per me, è il grande Bomber Antocarlo Dell’Orfano. Giocatore molto importante, tecnica fine e fiuto del goal che hanno in pochi, e anche lui grande uomo Jasna e fuoriclasse del post partita. E poi non posso dimenticare il grande Roby Floris: una roccia, un leone (in campo dava tutto), nello spogliatoio la sua presenza si faceva sentire e le sue barzellette indimenticabili, un grandissimo (P.S. Roby aveva battuto Marco Carta al Karaoke in una gara a Cagliari, idolo). Non parlo infine dell’Avvocato Meloni, perché lui è ancora nella Jasna.

Siamo in serie D e Michele Carta prende la guida tecnica della squadra. Ai vecchi vengono affiancati Mauro “Mauretto” Pitzalis, Antoncarlo “Bomber” Dell’Orfano e Roberto “Robi” Floris, fu una bella stagione. Che ricordi hai di quel campionato?
Grande Michele, prima di tutto un amico, poi mister Carta. Michi portò le sue idee e un grande entusiamo, che avevamo un pò perso dalla stagione precedente. Fu un anno molto positivo, gli innesti che hai citato ci fecero fare un piccolo salto di qualità sia dietro con l’arrivo della roccia Floris sia davanti che con i due bomber che facevamo paura. Mi ricordo poi che il mister Carta mi diede una grossa mano a ritrovare un pò di voglia e convinzione riportandomi nel ruolo di centrale, il ruolo che forse preferisco e dove riesco a esprimermi al meglio. Ci togliemmo delle belle soddisfazioni, ricordi molto positivi.

Sono cambiati tanti allenatori, ma tu sei sempre rimasto in campo, quali sono le caratteristiche che fanno di te un giocatore così importante?
Mah questo non devi chiederlo a me, non sono tanto bravo a descrivermi come giocatore. Sicuramente il fatto che fossi circondato da un branco di seghe mi ha aiutato a giocare sempre…ahaha, scherzo!!! A parte gli scherzi io vengo dal calcio a 11 e il calcio a 5 non è proprio adattissimo alle mie caratteristiche e questo in campo si vede, non sono un fenomeno e anche questo è evidente. Quello che forse mi ha aiutato a essere un giocatore importante è quello di tenerci a questa squadra, anche se a volte non sembra che metta tutta la grinta e il carattere, di certo non “toglierò mai la gamba”.

La stagione appena conclusa, per te è iniziata con qualche difficoltà, ma a gennaio hai ripreso a esprimerti sui tuoi livelli, chi o cosa ti ha permesso di uscire da quel periodo di crisi?
E’ vero, la stagione non è iniziata nel migliore dei modi quest’anno, giocavo poco, ho avuto qualche incomprensione con mister Macis, e mi stavo un po’ demoralizzando.
Non è stata una cosa sola che mi ha permesso di uscire da questo periodo, ma un insieme di cose. Per prima cosa devo ringraziare di cuore il presidente Fabione e te, Luchino, che mi avete sempre parlato e incoraggiato a non mollare e a dimostrare le cose sul campo, in allenamento e in partita, poi io mi sono messo in testa che volevo giocare anche quest’anno e forse ho messo un po’ di impegno in più. Poi ho iniziato a confrontarmi positivamente con mister Macis, che finalmente ha capito che sono il più forte e devo sempre giocare……..ahahahahah!!! A parte gli scherzi, grande merito va anche al mister Macis che mi ha sempre parlato chiaramente e dato degli stimoli importanti.

Ti aspettavi un campionato così equilibrato e come giudichi la nostra stagione?
Quest’anno mi sono proprio divertito….è stato un anno super positivo, il livello della serie è salito molto, ma anche il nostro livello è salito parecchio. Siamo andati molto bene e con un po’ di fortuna e cattiveria in più potevamo fare ancora di più. Sicuramente abbiamo fatto un grosso salto di qualità. Le motivazioni di questo salto secondo me sono chiare, Mister Macis è stato fondamentale, finalmente abbiamo avuto un mister a tutti gli effetti, un Mister di esperienza che ci ha insegnato a giocare a calcio a 5 (poi noi non è che abbiamo recepito molto, ma almeno ci abbiamo provato J). Poi alcuni innesti mirati, come il grande “tunnel di suola” Peppe Marcialis e il grande “dai con l’aurelia” Gigi Sannais, hanno portato un po’ di qualità e esperienza che sicuramente mancava. Chiaramente merito di queste cose va dato alla Società che è riuscita a strappare alle concorrenti il Mister Macis e a piazzare i grandi colpi di mercato.

Lo spogliatoio ti ha incaricato della contrattazione col Presidente del premio salvezza, a che punto sono le trattative?
Si si, le trattative sono a buon punto. Diciamo che tengo il Presidente per le palle, tranquilli. Comunque il premio salvezza verrà annunciato alla cena sociale di sabato. Io in questi giorni continuo a stringere.

Mauro una nuova stagione è già in fase di programmazione, cosa prometti ai tifosi e agli amici che ci seguono?
Diciamo che una bella vacanza ora ci sta tutta. Spero di non rientrare troppo appesantito dalle vacanze, come al solito, ma in ogni caso con la preparazione militaresca del Mister sarò pronto per la nuova stagione. Ai tifosi e agli amici prometto una stagione da protagonisti, nel bene o nel male, in pieno spirito Jasna.

Per concludere Capitano, se dovessi spiegare a qualcuno che non segue la squadra, cos’è il gruppo e la filosofia Jasna come lo/a descriveresti?
Beh questa è una domanda molto difficile. Difficile perchè descriverla a parole non è semplice e molto più facile viverla. Diciamo che la mentalità Jasna è un insieme di cose, è amicizia, divertimento, impegno, skazzo, risate, inkazzaure, umiltà, presunzione, vittorie, sconfitte, unione, attaccamento alla maglia e tante cose che come vedi non riesco a spiegare tanto bene. Però una cosa si può dire: stare in questo gruppo con la nostra filosofia non è male.

Grazie mille, buone vacanze e forza Jasna.
Grazie a te Luchino e forza Jasna